Il Monferrato (Monfrà [mʊɲ'fra] in piemontese, Mons ferratus in latino) è una regione storico-geografica del Piemonte.
Il suo territorio, quasi esclusivamente di natura collinare, è compreso principalmente all'interno delle province di Alessandria e Asti e si estende verso sud a partire dalla destra idrografica del Po sino a giungere ai piedi dell'Appennino ligure sul confine con la città metropolitana di Genova e la provincia di Savona. Inoltre confina con altre regioni geografiche e storiche del Piemonte appartenenti alla provincia di Cuneo, ossia le Langhe e il Roero e a Nord Est con la regione storica lombarda della Lomellina (provincia di Pavia).

Il 1º giugno 2006 fu presentato ufficialmente a Parigi, dalla delegazione costituita dalla Provincia di Asti, Provincia di Alessandria e Provincia di Cuneo, il dossier di candidatura[2] per includere il territorio del Monferrato degli Infernòt, del Barbera e dell'Asti spumante assieme a quello delle Langhe, del Roero e della Valtellina, nella lista del Patrimonio Mondiale dell'umanità dell'UNESCO.[3][4][5]. Il giorno 22 giugno 2014, durante la 38ª sessione del comitato UNESCO a Doha, è stato ufficialmente incluso, assieme a Langhe e Roero, nella lista dei beni del Patrimonio dell'Umanità.[6]

Indice

    1 Etimologia
    2 Geografia
        2.1 Basso Monferrato
        2.2 Monferrato Astigiano
        2.3 Alto Monferrato
    3 Alcune località suddivise per area
    4 Geologia
        4.1 Formazione della Pianura Padana e del Monferrato
    5 Lingue locali
    6 Vocabolario
    7 Economia
    8 Enogastronomia
    9 Storia
        9.1 La leggenda di Aleramo e il Marchesato del Monferrato
            9.1.1 Gli ultimi secoli
    10 Cultura
        10.1 Letteratura
        10.2 Arte
        10.3 Architettura
        10.4 Sport
    11 Luoghi di interesse
        11.1 Sacro Monte di Crea
        11.2 Galleria fotografica
    12 Note
    13 Bibliografia
    14 Voci correlate
    15 Altri progetti
    16 Collegamenti esterni

Etimologia

Vi sono varie interpretazioni e ipotesi sull'etimologia della parola "Monferrato", ma ad oggi nessuna certa. Tra le più plausibili si ricorda quella sostenuta da Aldo di Ricaldone che la farebbe derivare da "Monte" e da "farro", una varietà di frumento; un'altra secondo la quale deriverebbe dal latino "Mons ferax", cioè monte fertile e ricco; un'altra ancora farebbe riferimento ai ferri lasciati dai Romani nella loro conquista, da cui "Mons ferratus". Infine un'interpretazione, che è quella più suggestiva ma inverosimile, deriverebbe da una leggenda secondo la quale Aleramo, volendo ferrare un cavallo e non trovando i materiali adatti, usò un mattone ("mun" in monferrino) e così il cavallo fu ferrato "frà": da qui il nome Monferrato.[7]
Geografia
Vigna del Monferrato casalese innevata
Belforte Monferrato, Alto Monferrato

Il Monferrato può essere distinto in tre porzioni principali:
Basso Monferrato

- Basso Monferrato (o Casalese): si caratterizza per le sue morbide colline che, ad esclusione del Sacro Monte di Crea (455 m), non raggiungono mai altezze superiori ai 400 metri; territorialmente comprende la parte della provincia di Alessandria consistente nei paesi che gravitano attorno a Casale Monferrato, una delle capitali storiche di questo territorio. Viene delimitata a nord e a est dal corso dei fiumi Po e Tanaro. Altra città rilevante è sicuramente Valenza. Il territorio rappresenta una commistione tra il paesaggio collinare e la pianura che si caratterizzano, rispettivamente, per la coltivazione vitivinicola e quella risicola. Numerosi sono i castelli così come caratteristici sono i borghi spesso contraddistinti dalla tipica "Pietra da Cantone" di cui sono costituiti.
Vista da San Marzano Oliveto, Monferrato astigiano, verso il Monviso
Castello di Gabiano Monferrato
Monferrato Astigiano

- Monferrato Astigiano (o Basso Monferrato Astigiano): identifica buona parte della Provincia di Asti (ad eccezione delle Langa Astigiana) ed è caratterizzato da una conformazione prevalentemente collinare e da diversi borghi storici quali ad esempio Moncalvo, Montemagno, Montiglio a nord del fiume Tanaro, Nizza Monferrato, Mombaruzzo, Incisa Scapaccino, Bruno, Fontanile a sud. Asti è il cuore geografico di questo macro-territorio, delimitato a sud dalla valle del fiume Belbo e ad ovest approssimativamente dal percorso del torrente Versa e alla cui destra orografica si localizza quell'area che anticamente veniva denominata Astesana. Il punto più alto del territorio è la collina di Albugnano a 549 metri s.l.m.
Alto Monferrato

- Alto Monferrato: si estende verso sud a partire dalla Val Bormida sino a lambire i piedi dell'Appennino Ligure; viene delimitato ad ovest dalla valle della Bormida di Spigno e ad est dalla porzione occidentale della media valle Scrivia. Il centro principale è Acqui Terme.
Alcune località suddivise per area
Moncalvo: l'antica fiera del bue grasso
Acqui Terme, centro principale dell'Alto Monferrato

Basso Monferrato

    Altavilla Monferrato (Autavilla)
    Casale Monferrato (Casà) - capitale del Monferrato dal 1434 al 1533
    Cuccaro Monferrato (Chicri)
    Castelletto Monferrato (Castlèt Monfrà)
    Fubine (Fibin-i an Monfrin)
    Gabiano (Gabian)
    Lu Monferrato (Li)
    Murisengo (Ambrusengh)
    Ozzano Monferrato (Ausan)
    Ottiglio (Autij)
    Pontestura (Pont d'Ëstura)
    San Giorgio Monferrato (San Giòrs)
    San Salvatore Monferrato (San Salvador)
    Vignale Monferrato (Vgnà)
    Villadeati (Vila)

Monferrato Astigiano

    Agliano Terme (Ajan) - paese termale e della Barbera - paese di Bianca Lancia d'Agliano
    Albugnano (Arbunan) - il paese situato sulla collina più alta del Monferrato
    Antignano (Antignan) - paese in cui veniva prodotto il mais per i re sabaudi
    Castell'Alfero dove nel 1774 nacque Giovan Battista De Rolandis, ideatore del Tricolore della Bandiera Italiana
    Camerano Casasco (Cameran)
    Calliano (Calian)
    Castellero (Castlé)
    Costigliole d'Asti (Costiòle)
    Casorzo (Casòrs)
    Castagnole Monferrato (Castagnòle Monfrà)
    Castelnuovo Don Bosco (Castelneuv Don Bosc)
    Calosso (Calòss)
    Canelli (Canej)
    Cocconato (Coconà [kʊkʊ'na])
    Cortanze (Cortanse)
    Grana (Gran-a)
    Grazzano Badoglio (Grassan) - città natale del Generale Badoglio
    Moncalvo (Moncalv) - prima capitale del Marchesato del Monferrato sino al 1306
    Montegrosso d'Asti (Mongròss) paese della Barbera
    Montiglio Monferrato
    Nizza Monferrato (Nissa dla Paja) - antico centro storico alla confluenza tra il Belbo ed il rio Nizza
    Montemagno (Montmagn) - per quattro secoli confine fra il Marchesato del Monferrato e i possedimenti di Asti
    Monale (Monà)
    Passerano Marmorito (Passeiran) - antico feudo dei conti Radicati
    Portacomaro (Pòrtacomé) paese del Grignolino
    Penango (Pnangh)
    Refrancore (ël Francó)
    San Marzano Oliveto - antico feudo della famiglia Asinari. Conosciuto per la produzione della squisita mela qualità Golden Delicious conosciuta come "Divina"
    Scurzolengo (Scurslengh)

Alto Monferrato

    Acqui (Àich) - "capitale" dell'Alto Monferrato
    Molare
    Gavi
    Ovada (Ovà)
    Ponzone (Pontsòn)
    Rocca Grimalda (La Ròca)
    Spigno Monferrato (Spign)

Castello di Cereseto Monferrato
Geologia
Formazione della Pianura Padana e del Monferrato
Exquisite-kfind.png     Lo stesso argomento in dettaglio: Geologia del Piemonte.

20 milioni di anni fa la catena alpina era oramai costituita, nell'area mediterranea si produsse una nuova risalita di calore dal mantello terrestre che determinò l'inarcamento e la rottura della crosta europea dalla quale si distaccò il blocco sardo - corso, la micro zolla sardo corsa fece perno sul golfo ligure eseguendo una rotazione antioraria di 50° e formando il mar ligure. Il mare ricopriva la Collina di Torino, le Langhe, il Monferrato e la Pianura Padana. La rotazione del blocco sardo-corso contrastata dal blocco africano produsse una pressione che dette origine agli Appennini. 8 milioni di anni fa ad est del blocco sardo-corso si aprì da nord a sud un'ampia frattura che separò la penisola italiana dalla Corsica e dalla Sardegna, questa frattura si allargò fino a diventare il Mar Tirreno. Nel periodo che va da 7 a 5 milioni di anni fa il Mar Mediterraneo fu chiuso e restò isolato dall'Oceano Atlantico. Questo produsse l'aumento della temperatura delle Acque che trasformò il Mar Mediterraneo in un basso Lago salato con molte zone prosciugate, questa condizione che durò diverse centinaia di migliaia di anni fece depositare sedimenti di tipo salino le evaporiti. Successivamente il Mar Mediterraneo si aprì e l'acqua dell'oceano riprese a circolare, tra la catena alpina e quella appenninica si era formato un golfo triangolare che ricopriva l'intera Pianura Padana. A seguito dei continui sollevamenti della catena alpina ed appenninica il mare si ritirò da questo golfo e l'accumulo di sedimenti portati dai fiumi diede origine ad una pianura alluvionale che corrisponde all'attuale Pianura Padana. I depositi marini di questo periodo sono visibili nell'attuale area astigiana del Monferrato, ma sono presenti anche nel Biellese ed allo sbocco della Val Sesia e Val Sassera a testimoniare che il mare arrivava fin quasi sotto alla catena alpina. Alcune isole emergevano dal mare che ricopriva il Piemonte, l'attuale Collina torinese e del Basso Monferrato. Dai resti fossili sappiamo che il clima di quel periodo era di tipo sub-tropicale, e quindi più caldo ed umido di quello attuale. I corsi d'acqua portavano i loro detriti formando dei delta sui quali pascolavano branchi di rinoceronti, elefanti, cervi e cavalli. I corsi d'acqua con la loro forza erosiva asportarono i sedimenti del periodo precedente spessi anche centinaia di metri, ricoprendo il bacino con depositi fluviali megaconoidi. Un milione di anni fa il clima subì un ulteriore cambiamento aumentarono le piogge e le temperature si fecero più fredde. Questo portò alla nascita dei ghiacciai alpini, le lingue glaciali correvano lungo le valli, approfondendole ed allargandole talvolta arrivavano fino alla pianura. Il materiale detritico che proveniva dai monti costruì imponenti anfiteatri morenici; essi sono riconoscibili allo sbocco delle Valli della Dora Riparia e della Dora Baltea e nelle zone intorno ai Laghi Maggiore e d'Orta.
Lingue locali

Basso Monferrato La parlata tipica è piemontese. Esistono similitudini con la lingua lombarda della Lomellina e del Pavese, esclusivamente nei centri in prossimità del confine con la Lombardia.

Monferrato Astigiano La parlata tipica è l'astigiano, un dialetto piemontese orientale o basso piemontese della lingua piemontese. Viene parlato ad Asti e provincia.

Alto Monferrato Nell'Acquese la parlata tipica è piemontese; nell'Ovadese e nel Novese la parlata è ligure. Vi sono reciproche influenze.
Vocabolario

Le seguenti parole, presentate qui con la trascrizione nell'alfabeto fonetico internazionale e l'equivalente in italiano, nonché la derivazione etimologica, sono citate da Geoffrey Hull. Le etimologie sono tratte dal Wikizionario (italiano) o dal Wiktionnaire (francese). In quest'ultimo caso sono segnate con un asterisco. Da notare la sequenza evolutiva: u > y > i, assente nella coiné.
Trascrizione IPA     significato in italiano     origine
'brit     brutto     dal latino brutus
'kriw     crudo     dal latino crudus*
'dir     duro     dal latino durus
'frit     frutto     dal latino fructus
'fiz     fuso     dal latino fūsus
ma'dir     maturo     dal latino matūrus
'mira     mula     dal latino mūla
'mi     mulo     dal latino mūlus
'pirez     pulce     dal latino pūlex
'iwa     uva     dal latino uva(m)
Economia
Bricco Lu: vitigno in zona Costigliole d'Asti
Complesso del castello di Cremolino, Alto Monferrato
Panorama di Lu Monferrato

Il Monferrato è una delle più note regioni vinicole italiane nel mondo[8][9][10], soprattutto per quel che riguarda i vini rossi[11] e gli spumanti[12].
Il clima secco di tipo continentale con estati calde tendenti alla siccità e inverni particolarmente freddi e la particolare conformazione idrogeologica dei terreni sono favorevoli alla viticoltura, che peraltro è dominante in tutto il territorio, facendo diventare il vino non solo un elemento di ricchezza economica dell'intera regione, ma anche e soprattutto un vero simbolo della cultura e della tradizione Monferrina. La capillare diffusione dei vitigni autoctoni e conseguentemente di una molteplice varietà di vini, ne sono testimoni.
Fra i vini (DOC e DOCG) i più celebri sono:

    Vini rossi
        Barbera d'Asti
        Barbera del Monferrato
        Dolcetto d'Acqui
        Dolcetto d'Ovada
        Grignolino d'Asti
        Grignolino del Monferrato Casalese
        Rubino di Cantavenna
        Ruché di Castagnole Monferrato
        Freisa d'Asti
        Piemonte Bonarda
    Vini bianchi
        Cortese di Gavi
    Vini spumante o da dessert
        Asti spumante
        Brachetto d'Acqui
        Malvasia di Casorzo
        Malvasia di Castelnuovo Don Bosco
        Moscato d'Asti

Oltre alla viticoltura attività importanti per l'economia del Monferrato sono l'agricoltura (nocciole, frutta), l'allevamento (carni, formaggi), la gastronomia (tartufi)[13] e il turismo (settore attualmente in crescita e in fase di rilancio). In maniera più limitata figura nell'economia locale anche l'industria, infatti nell'ultimo ventennio si sono sviluppate aziende di piccole dimensioni nell'edilizia, metalmeccanica, nel settore alimentare e manifatturiero. A causa della crisi economica congiunturale degli ultimi anni, comunque, lo sviluppo industriale si è ridotto e in molti casi è stato soffocato.
Enogastronomia
Moscato d'Asti
Bonet preparato con ricetta tradizionale monferrina

La cucina tipica del Monferrato oltre ai rinomati vini comprende una vasta gamma di cibi che vanno dalle carni, ai pesci, alle verdure, ai formaggi, e piatti tipicamente monferrini, che ormai hanno raggiunto una notorietà non solo nazionale ma anche internazionale. Fra questi ricordiamo, tra i primi piatti, gli agnolotti "al plin" (letteralmente "al pizzicotto"), i "Tajarin" (tagliatelle fini ricche di uova condite con sughi vari), i risotti del casalese, il riso ai funghi e quello al vino rosso, i minestroni di verdure, la polenta col merluzzo fritto o "comodato". Degna di menzione e soprattutto molto conosciuta è la Bagna càuda. Tra le carni: trippe, zampini (batciuà), ceci con la testina, coda di bue (oggi cucinata col Barbera) e il salame cotto.
Agnolotti, piatto tipico monferrino

Tipici del Monferrato sono anche il vitello tonnato, l'insalata di carne cruda della tipica razza bovina piemontese (tritata fine col coltello e condita con soli olio, sale e limone), le acciughe sotto sale al verde[14], l'insalata russa di verdure in maionese, i peperoni scottati alla fiamma, i fiori di zucchino ripieni, le numerose torte salate, solo per citarne alcuni. Tra i salumi la Muletta, simbolo della tradizione monferrina, fatto tradizionalmente con la Barbera. La muletta di ogni salumeria è diversa dalle altre, per tradizione; zone di produzione tipica sono Sala Monferrato, Cella Monte, Serralunga di Crea e Ozzano. Da ricordare inoltre il Fritto misto alla piemontese e il bollito di carne, veri e propri marchi di fabbrica di quest'area. Fra i dolci spiccano la panna cotta e il Bonet o Bunet, tipico anche delle Langhe, il cui nome deriva dallo stampo di cucina Benetta di rame stagnato, dentro cui lo si faceva cuocere, facendogli così acquisire la forma di un "berretto". Si tratta di un antenato del budino, quando ancora non esistevano colla di pesce, addensanti e gelatine varie. È un dolce genuino preparato con cacao, amaretti e marsala, insieme a latte uova e zucchero e cotto a bagno maria per essere successivamente servito freddo. È ora molto diffuso in tutto il Piemonte.[15]

Il Monferrato, assieme ad Alba, è anche conosciuto come zona di produzione del Tartufo bianco e molte sono le fiere al riguardo, una fra tutte la fiera regionale del tartufo a Montechiaro d'Asti.[16]

L'enogastronomia della parte meridionale del Monferrato presenta marcate influenze liguri.[senza fonte]
Storia
La leggenda di Aleramo e il Marchesato del Monferrato
Exquisite-kfind.png     Lo stesso argomento in dettaglio: Marchesato del Monferrato.
Anna d'Alençon fu marchesa del Monferrato

Si racconta che verso il 900 il padre e la madre di Aleramo del Monferrato vennero in Italia diretti a Roma per adempiere ad un voto. Giunti a Sezzadio, vicino a Acqui Terme, la donna partorì un maschio cui fu dato il nome di Aleramo, sinonimo di “persona allegra”. Il bambino fu affidato ai nobili del posto e ad una nutrice sassone, ma i genitori morirono ed egli venne allevato a Sezzadio.
Blaxonarium Casalense, raccolta risalente al Settecento degli stemmi delle famiglie nobiliari del Monferrato

Di origine nobile e battagliera, ben presto si distinse come abile cavaliere e fu nominato "cavaliere particolare" e "mescitore di vini" alle tavole di Ottone I, imperatore del Sacro Romano Impero.

Aleramo si innamorò della figlia dell'imperatore, la bellissima Alasia e con lei fuggì nascondendosi nei paraggi di Pietra Ardena. Qui Aleramo fece il carbonaio e riuscì a farsi assumere tra i soldati del vescovo, vassallo dell'imperatore e andò a combattere a Brescia. Ben presto l'imperatore notò il suo valore e la sua audacia: riconosciutolo e dimenticato l'antico rancore per la fuga con la figlia, gli conferì il titolo di Marchese e gli assegnò il territorio della “marca”: quello che sarebbe riuscito a circondare nel giro di tre giorni a cavallo.
Nacque il Monferrato, nome ricavato da diverse variabili: da monx ferrax, monte fertile; mun fra, mattone ferrato; mons ferratus, monte coltivato a farro.
Tomba di Aleramo, fondatore della dinastia dei Marchesi del Monferrato presso la chiesa dell'Abbazia di Grazzano Badoglio (AT), Italia

La data storica del Monferrato risale al 21 marzo 967 quando Ottone I gli consegnò tutte le terre dal fiume Tanaro al fiume Orba e fino alle rive del mare. Aleramo morì tre anni dopo e le sue spoglie si trovano nella chiesa di Grazzano, nei pressi di Moncalvo.

Il marchesato fu successivamente in possesso dei discendenti di Aleramo del Monferrato (Aleramici, seconda metà del X -1305), dei Paleologi (1306 - 1533) e dei Gonzaga (dal 1536 al 1708). I discendenti di Aleramo (aleramici) governarono il Monferrato finché nel 1306 passò alla casa imperiale dei Paleologi. I marchesi del Monferrato si imparentarono con le case reali di Francia e dell'impero. A seguito delle crociate si imparentarono con i re di Gerusalemme e con la famiglia imperiale di Bisanzio.

Fu per pochi anni sotto il dominio spagnolo per passare ai Gonzaga (dal 1536 al 1708). Una parte del marchesato era già passata ai Savoia nel 1631 con la guerra di successione del Ducato di Mantova; i Savoia presero pieno possesso del marchesato nel 1708 quando il Ducato di Mantova fu occupato dalle truppe imperiali di Leopoldo I.
Gli ultimi secoli

Negli ultimi tre secoli il Monferrato ha attraversato, con il resto del Piemonte e del Regno di Sardegna, le vicende delle Guerre napoleoniche, del Risorgimento, del Regno d'Italia e della Repubblica Italiana, caratterizzandosi sempre più come luogo della viticoltura, del vino e di altre industrie alimentari.

Nel 1937 la nuova provincia di Asti, staccata da quella di Alessandria, ha incorporato praticamente tutta la regione storica del Monferrato. Sebbene in senso stretto storicamente la città di Asti non sia mai appartenuta al Marchesato del Monferrato, divenendone addirittura l'acerrimo nemico, bisogna rilevare però che per alcuni anni anticamente fu dimora proprio dei Marchesi del Monferrato. Discorso opposto per la città di Chivasso, che nonostante fosse addirittura stata un'importante capitale del Marchesato del Monferrato prima di Casale, prosperando sotto di questo fino al XIV secolo quando i Visconti se ne impossessarono, ad oggi non è considerata parte della regione geografica del Monferrato sebbene ne faccia parte storicamente.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 con gli Alleati e l'occupazione germanica, il Monferrato ha vissuto in pieno la guerra di Resistenza, i bombardamenti anglo-americani, la guerriglia partigiana (con anche una delle brevi Repubbliche partigiane, la Repubblica dell'Alto Monferrato dal settembre al dicembre 1944), la persecuzione degli ebrei, le deportazioni e i rastrellamenti, come testimonia anche la narrativa su quei tempi.[17]
Cultura
Particolare del mosaico risalente al X secolo giacente sopra la tomba di Aleramo, conservato presso la chiesa dell'Abbazia di Grazzano Badoglio, che segna il luogo ove furono traslati, nel 1581, i resti del Marchese
Pala d'Altare, tela di Andrea Pozzo, gesuita laico nativo di Trento, rappresentante la morte di Francesco Saverio. L'opera si data tra il 1670 e il 1675 ed è conservata nella "Cappella dei Gesuiti" interna alla chiesa di Grazzano Badoglio
Letteratura

Nella seconda metà del Quattrocento spicca nel campo delle letteratura dialettale monferrina Gian Giorgio Alione di Asti, poeta, drammaturgo e scrittore che pur sapendo poetare in francese ed in italiano, scrisse diverse farse in dialetto, esprimendosi "an astezan" e fornendo un quadro vivace dei costumi e della vita dell'epoca e del teatro italiano del Cinquecento, spesso impregnato di satira e burle. Bisognerà attendere il Settecento per ritrovare due altri verseggiatori dialettali monferrini e cioè il priore Stefano Incisa e il capitano Giuseppe della Rocca, mentre in tempi più recenti e cioè nell'Ottocento spicca il più noto Angelo Brofferio, politico, giornalista e deputato legato al Risorgimento, che scrisse canzoni dialettali, commedie ed opere di storia.
Arte
Madonna immacolata - Guglielmo Caccia detto "Il Moncalvo" - sec XVII, conservato presso la Chiesa dell'Abbazia di Grazzano Badoglio
Cappella di Guazzolo (fr.di Castelletto Merli, Alessandria) esempio di barocco piemontese attribuita all'architetto Magnocavallo

Tra gli artisti attivi nel Monferrato, degni di nota sono Gian Martino Spanzotti, casalese e pittore del Rinascimento; Andrea Pozzo, pittore ed architetto gesuita attivo nel XVII secolo; il pittore Pier Francesco Guala; Macrino d'Alba, contemporaneo dello Spanzotti, le cui opere sono conservate in collezioni private e pubbliche negli Stati Uniti e a Torino. Le sue opere più importanti si possono tuttavia identificare in un trittico ospitato nel castello di Camino, in una "Madonna in trono" conservata nel santuario del Sacro Monte di Crea, in un'altra "Madonna" conservata nella chiesa di S.Giovanni Battista ad Alba ed in uno "Sposalizio di S.Caterina" che orna la parrocchiale di Neviglie nelle Langhe. Il terzo artista monferrino cronologicamente parlando ma non certo meno rilevante dei precedenti è il Guglielmo Caccia, soprannominato "Il Moncalvo". Ricordiamo tra le sue opere un "Redentore" custodito al Museo civico di Asti e una "Resurrezione" conservata nel Duomo; inoltre diversi quadri si trovano nelle parrocchiali di Grazzano Badoglio, Villadeati, Casale Monferrato, San Salvatore Monferrato, Moncalvo e Castagnito.
Architettura
San Salvatore in Ozzano Monferrato presenta un'architettura gotico rinascimentale, conserva affreschi di fine di quattrocento alcuni di scuola Spanzottiana ed una notevole volta interamente affrescata nella prima metà del '500 secondo modi del rinascimento dell' Italia centrale (forse legati a Mercurino Arborio Gattinara)

L'architettura fiorì nel Monferrato a partire dall'anno 1000 in avanti ed è ben visibile negli innumerevoli edifici, chiese, castelli e palazzi delle varie epoche molti dei quali ancora ben conservati. Fu influenzata da correnti romaniche, gotiche e rinascimentali prima di trasformarsi, a partire dal 1600 in barocco piemontese. Degni di nota, sono due artisti che operarono nel Monferrato: Benedetto Alfieri (1707-1767) di Asti, considerato successore di Filippo Juvarra, Francesco Gallo (1672-1750) di Mondovì. Grandi architetti come il Magnocavallo vi hanno inoltre lavorato lasciando splendide testimonianze. Francesco Ottavio Magnocavalli nacque a Casale Monferrato e durante la sua vita si dedicò con crescente impegno allo studio e alla pratica dell'architettura, progettando innumerevoli chiese e palazzi a Casale e in tutto il Monferrato.[18]

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